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Mi devo riprendere. O, ancora più colloquiale, mi devo ripigliare.

  • lorizzonte1
  • 2 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Le parole e le espressioni di uso comune nascondono spesso un mondo profondo, un significato che va ben oltre ciò che sembra. È da quel mondo che attingo nella vita e nella mia missione quando le persone arrivano da me chiedendo aiuto.


Il più grande disagio umano inizia da un punto preciso: il momento in cui avviene una spaccatura, una frattura, una separazione. Quando siamo interiormente scissi, i lembi di quello strappo sono irregolari e generano dolore, disorientamento e disequilibrio. È lì che comincia il nostro viaggio errante, da vagabondi in cerca di qualcosa, a volte senza nemmeno sapere cosa.


Ed è proprio qui che un'espressione tanto semplice quanto diffusa assume un significato profondo e smette di disperdersi nell'uso comune: devo riprendere me stesso.


In questa frase possiamo quasi vederci mentre andiamo in cerca di noi stessi per incontrarci nuovamente e riportarci a casa. Riportare le parti disperse di noi in uno spazio di ritrovo, di ripresa per ricomporre quell'unità che siamo e che, in realtà, non si è mai davvero divisa, né separata, se non attraverso i costrutti della mente razionale che tendono a farcelo credere.


L'integrità, di cui forse avete sentito parlare, non è altro che questo: ricostruire, suturare, guarire, riavvicinare e unire quelle parti che i giochi sottili della mente, complici situazioni, eventi, relazioni, ferite e condizionamenti, hanno reso simili a zolle di terra separate da un terremoto interiore.


Quante volte diciamo:

  • Mi devo riprendere da una separazione.

  • Mi devo riprendere da un lutto.

  • Mi devo riprendere da una relazione disfunzionale.

  • Mi devo riprendere da un fallimento.

  • Mi devo riprendere da una delusione.

  • Mi devo riprendere da una malattia.

Ma cosa significa davvero?


Significa andare a recuperare quelle parti di noi che forze interiori opposte hanno strappato e allontanato dalla loro naturale condizione di integrità. Significa ritornare a ciò che siamo prima che il dolore, la paura, la rabbia o il senso di perdita frammentassero il nostro mondo interiore.


Un'altra espressione che chiarisce ulteriormente questo concetto proviene dal latino: restitutio ad integrum. In medicina viene utilizzata per definire la guarigione completa, il ripristino allo stato originario dopo una malattia.


Ecco allora che l'integrum rappresenta il ritorno all'unità là dove qualcosa ha disgregato.


A volte è una malattia fisica. Altre volte è un dolore della mente o dell'anima. Ma poiché mente e corpo costituiscono un'unica realtà, possiamo chiederci: e se quel corpo che soffre stesse raccontando la storia di una mente e di un'anima che non riescono più a sostenere lo stato di disgregazione? E se il corpo si assumesse il compito di comunicare ciò che non è stato ascoltato altrove?


Vi lascio con queste domande, strumenti per eccellenza della riflessione e della crescita.


E quando vorrai, io sarò qui ad accoglierti e a guidarti verso casa.


Perché casa sei tu.


Con Amore,

Laura Monza

 
 
 

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1 commento

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Cinzia
un giorno fa
Valutazione 5 stelle su 5.

Semplicemente unica Laura..nel modo che hai di comunicare concetti veri e utili per ritrovarci nella nostra unicità e integrità ...infinitamente grata perché mi stai facendo vedere gli strumenti per oltrepassare il fiunefiune e ritornare a casa...

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