top of page

Il potere nascosto del "SE"

  • lorizzonte1
  • 10 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 11 mar



Sono contenta se…”, “Sono felice quando…”.

Eccoci di nuovo nel mondo delle parole e delle frasi che sentiamo – e pronunciamo – con grande frequenza.


Come accade per molti dei miei articoli, anche questa riflessione nasce direttamente da quella che è la fonte di ispirazione più autentica del mio lavoro nella relazione d’aiuto e nella crescita personale: le sessioni profonde e trasformative con le persone che scelgono di affidarsi a me nei loro percorsi.


Non sono soltanto espressioni comuni. Sono veri e propri comandi che diamo al nostro inconscio.

Se ti stai chiedendo cosa intendo, questo articolo nasce proprio per chiarirlo: è un invito a riflettere sul potere del “SE”.

Il “se” è una piccola particella all’interno di una frase. In grammatica è una congiunzione subordinante condizionale, cioè introduce una proposizione subordinata condizionale.

Sembra qualcosa di innocuo. E invece può rivelarsi un comando potentissimo, capace di determinare la direzione e la qualità della nostra vita emotiva e delle nostre relazioni:


tra noi e noi stessi,

tra noi e gli altri,

tra noi e il mondo.


Ogni volta che affermiamo qualcosa in cui è presente questo “se”

Sono felice se…

Sto bene solo se…

stiamo dicendo che la nostra felicità, la nostra contentezza o il nostro benessere esistono solo a una condizione.

In altre parole, stiamo dicendo:


“Posso essere felice solo se succede qualcos’altro.”

“Posso stare bene… ma solo a una condizione.”


E così, quasi senza accorgercene, iniziamo a costruire la nostra felicità come se fosse un contratto pieno di clausole.


Sarò felice se ho un compagno accanto.

Sarò felice se ho una casa bella.

Sarò felice se ho il lavoro giusto.

Sarò felice se qualcuno mi ama.

Sarò felice se la vita andrà come voglio.


Stiamo quindi programmando il nostro inconscio a credere che possiamo sentirci bene solo quando qualcosa fuori di noi lo rende possibile.

Ma il nostro benessere deve davvero dipendere da condizioni esterne?

Oppure dovrebbe essere, almeno in parte, radicato dentro di noi?

Quando il nostro benessere nasce da qualcosa che siamo in grado di generare interiormente – per esempio la gratitudine per essere vivi, per ciò che abbiamo, invece che per ciò che ci manca – allora smettiamo di essere schiavi delle condizioni esterne.

La nostra felicità smette di essere una conseguenza delle circostanze e diventa una scelta interiore.

Perché il rischio è proprio questo: se quelle condizioni non si realizzano, restiamo fermi. Bloccati. Diventiamo dipendenti da ciò che accade fuori di noi.

E ci ritroviamo a camminare in quella che potremmo chiamare una valle di lacrime, piangendo per ciò che pensiamo debba necessariamente esserci per essere felici:

un partner,

un genitore presente,

una bella casa,

una certa macchina,

un lavoro importante, 

un figlio,

una laurea...

Nei miei percorsi di crescita personale il mio obiettivo, con chi sceglie di affidarsi a me, è proprio questo: risvegliare le persone.

Aiutarle a vedere con chiarezza quanto spesso siano loro stesse – inconsapevolmente – a costruire ciò che diventa fonte di schiavitù interiore, ma anche quanto abbiano dentro di sé il potere di creare libertà.

Ed è proprio verso questa libertà che accompagno chi decide di intraprendere un percorso con me.

Una libertà che nasce dalla consapevolezza profonda di chi siamo davvero e di quanto possiamo contribuire, con le nostre scelte, a rendere la nostra esistenza su questo pianeta qualcosa di molto più di un semplice passaggio fatto di gesti ripetuti e automatici.

Se questo articolo ti ha colpito, se ha acceso in te una riflessione o una consapevolezza nuova, forse è il momento di chiederti una cosa:

Vuoi continuare a sopravvivere agli eventi della tua vita o vuoi davvero imparare a viverla?

Se senti che è arrivato il momento di fare un percorso di consapevolezza e risveglio interiore, io sono qui per accompagnarti.

Insieme possiamo trasformare questo passaggio chiamato vita da sopravvivenza a viaggio consapevole, autentico e profondamente tuo.

E a quel punto, forse, la tua felicità non avrà più bisogno di iniziare con la parola “se”.


Con Amore.

Laura Monza


 
 
 

Post recenti

Mostra tutti
Necesito volver a encontrarme

Hay expresiones que utilizamos todos los días sin detenernos a pensar en lo que realmente significan. Sin embargo, a veces esconden una verdad profunda capaz de transformar nuestra manera de ver la vi

 
 
 
I Need to Get Myself Back

There are certain expressions we use so often that we no longer hear what they are really saying. One of them is: "I need to get myself back." We say it after a breakup. After a loss. After an illness

 
 
 

7 commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
Marea
31 mar
Valutazione 5 stelle su 5.

Riflessione preziosissima e che sicuramente metterò in pratica d’ora in poi, provando a superare i miei limiti (talvolta autoimposti). Grazie Laura per le tue parole!

Mi piace

Barbara
11 mar
Valutazione 5 stelle su 5.

Il “Se” a mio parere costringe a rinunciare alla bellezza del presente, a non godersi il viaggio verso l’obiettivo e al “non sentirsi adatti” , in qualche modo, a vivere in pace. Il rischio é l’eterna insoddisfazione ed un lento abbassamento dell’autostima.

Tendenzialmente sono proiettata al futuro e utilizzo molto l’immaginazione per creare ció che desidero, ma con il passare degli anni ho imparato a prendermi dei momenti di pausa per osservare e godermi il presente.

Grazie Laura per l’ottimo spunto di riflessione ✨🙏✨

Mi piace
Laura Monza
15 mar
Risposta a

Hai colto un punto profondissimo Barbara. Il ‘se’ spesso ci mette in sospeso tra ciò che siamo e ciò che crediamo di meritare. Imparare a fermarsi e abitare il presente, senza rimandare la pace a un futuro ipotetico, è forse una delle conquiste più preziose. Grazie per questa tua riflessione così autentica. ✨

Mi piace

Cristina
11 mar
Valutazione 5 stelle su 5.

Grazie Laura per aver condiviso questo articolo molto bello e con uno spunto interessante, sul quale io stessa riflettevo qualche tempo fa… molto spesso, per non dire sempre, quel se è un condizionamento del quale non ci accorgiamo, del quale non abbiamo bisogno ma che traccia con estrema efficacia un solco. Io grazie a te e al nostro percorso me ne sto liberando. Grazie!

Modificato
Mi piace
Laura Monza
15 mar
Risposta a

🙏✨🙏

Mi piace
bottom of page